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Edilizia, auto, alimentare: i tre settori che fanno il 75% dell’economia circolare

Stimati fino a 100 miliardi di euro annui di risparmio per l’industria italiana

Stimati fino a 100 miliardi di euro annui di risparmio per l’industria italiana

Il Circular Economy Report 2021, dell’Energy & Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, ha reso note le conclusioni del sondaggio condotto su operatori di sei macrosettori rilevanti per l’economia italiana (costruzioni, automotive, impiantistica, settore alimentare, elettronica di consumo, mobili e arredo).

Il dato chiave che emerge dal report è la stima di un risparmio annuo di circa 100 miliardi di euro per le industrie italiane se venissero adottate pratiche manageriali per l’economia circolare.

In sintesi, da questo studio emerge chiaramente come l’economia circolare sia una risorsa economica importantissima per le industrie e non solo per l’ambiente.

Le industrie che ne trarrebbero i benefici maggiori? L’edilizia con 37 miliardi annui, il settore alimentare con 20,2 e l’automotive con 18,2. In tre costituirebbero il 75% del risparmio totale di tutta l’industria italiana.

Gli impianti come soluzione alla crisi attuale

Gli impianti come soluzione alla crisi attuale

Il difficile periodo storico che stiamo vivendo ha fatto reso sempre più complicato il recupero delle materie prime. Per questo motivo, è diventato cruciale dotarsi di un impianto che permetta il recupero degli scarti di produzione e che offra la possibilità di estendere il ciclo di vita dei prodotti e delle risorse.

Oltre a ridurre l’utilizzo delle materie prime e la produzione di rifiuti, permettere risparmi economici e sviluppare la consapevolezza degli utenti, assolvendo a tre specifiche funzioni: scambio, condivisione, raccolta e condivisione.

In particolare, dal report emerge anche che tra gli aspetti su cui le aziende si stanno concentrando ci sono le fasi di progettazione dei prodotti per ridurre l’impatto ambientale e riutilizzare i materiali all’interno dei propri sistemi produttivi.

Nell’era post-Covid non si potrà prescindere da un modello fondato sul riutilizzo potenzialmente infinito dei rifiuti prodotti dai vari settori industriali, per far fronte alla penuria di materie prime.

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