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Industria manifatturiera:
i rischi più comuni per operatori e produzione

Un settore dalle molte sfaccettature

Un settore dalle molte sfaccettature

Il settore manifatturiero include attività lavorative impegnate nella trasformazione di numerose materie prime, molte delle quali di origine animale o vegetale. È pertanto un settore in cui, come ricorda il sito dell’Inail, tra gli “agenti biologici” potenzialmente nocivi per la salute dei lavoratori, da considerare in fase di valutazione del rischio, vanno inclusi anche i materiali in lavorazione (legno, carta, cotone, lana, seta, pellami ecc).

Altre fonti di pericolo biologico, oltre alle materie prime, sono l’acqua di ricircolo e la polvere ambientale che possono essere contaminate da microbi e muffe o contenere feci e frammenti di artropodi dagli effetti allergizzanti. Le principali vie di esposizione sono l’inalazione (aerosol contaminato, polveri organiche e fibre naturali) e il contatto (possibili micosi e allergie a livello di cute e mucose).

I danni causati dagli agenti biologici

I danni causati dagli agenti biologici

Gli agenti biologici presenti nell’ambiente di lavoro, siano essi parte delle materie prime o contaminanti di natura batterica e fungina, possono avere effetti tossici, irritanti o allergizzanti. Alcune specie del microfungo Aspergillus, per esempio producono micotossine che, anche in piccole concentrazioni, sono in grado di causare lesioni gastrointestinali o avere effetti tossici sul sistema nervoso centrale. L’aflatossina, una micotossina prodotta dall’Aspergillus flavus, è stata inoltre correlata positivamente al tumore al fegato.

Nelle industrie che trasformano prodotti di origine animale (per esempio le industrie conciarie), il pericolo di esposizione agli agenti biologici, soprattutto nelle prime fasi di lavorazione, è accresciuto dalla presenza di materie prime che sono substrato favorevole allo sviluppo di elevate concentrazioni microbiche. Gli effetti sulla salute possono essere vari, micosi della pelle, manifestazioni allergiche a livello di vie respiratorie e cute e anche infezioni sistemiche (carbonchio, tularemia, tetano).

Adottare un impianto di aspirapolvere centralizzato per un’azienda che opera nel settore metalmeccanico significa garantirsi la pulizia degli ambienti di lavoro e l’espulsione all’esterno dei materiali di scarto prodotti all’interno dell’officina, da quelli più grossolani fino alle polveri sottili.

Non solo, con l’installazione di questo tipo di impianto l’azienda rende più agevole il recupero del materiale di scarto risparmiando tempo e fatica automatizzando lo scarico, portandolo inoltre nel punto desiderato, e separando gli scarti aspirati già in contenitori dedicati.

I metalli, nel caso specifico, rappresentano una risorsa essenziale e molto versatile da questo punto di vista dato che possono essere riciclati più volte senza avere alterate le relative proprietà chimico-fisiche.

Il ruolo della pulizia per una produzione efficiente

Il ruolo della pulizia per una produzione efficiente

L’industria della manifattura è uno dei settori principali in Italia e dei più sviluppati. Le lavorazioni che vengono eseguite, molto spesso, richiedono grande ordine e rigore.

Per avere processi produttivi efficienti e performanti, e soprattutto per consentire ai lavoratori di lavorare in un ambiente sicuro è necessario eseguire una pulizia corretta di superfici ed ambienti. Dai piccoli laboratori alle grandi imprese, è indispensabile mantenere ogni spazio pulito ed igienizzato, per garantire le migliori condizioni possibili.

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